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Newsletter n.0

 

Gent.me famiglie,

abbiamo deciso di dare avvio ad una modalità informativa periodica che dovrebbe risultare utile per aggiornare tutti sull’andamento dei progetti in corso o in previsione relativi al Percorso-Sistema. Abbiamo costruito così la Newsletter numero 0, nella quale troverete una lettera del Presidente della Fondazione e alcune informazioni divise per temi circa alcuni nuovi progetti che sono stati avviati o che su cui stiamo lavorando. Nel laboratorio e nelle scuole delle autonomie l’andamento è positivo e nella formazione prevista per il 6 maggio sarà possibile soffermarci maggiormente insieme ai mediatori, supportati dalla visione di filmati, su ciò che sta emergendo.

 

Un saluto e a presto

 

Alice, Cinzia, Elisabetta

 

 

Lettera del Presidente Canio Muscillo

                  

La famiglia cresce

 

 

Innanzitutto vi informiamo che la famiglia Ulivi e la figlia Silvia, verso fine marzo, hanno iniziato il progetto con la mediatrice Marika.

Auguriamo a tutti loro un buon proseguimento!

 

Progetto Casa Condivisa

 

 

In via Fiamma è iniziato gradualmente il progetto di coabitazione con una giovane lavoratrice di nome Alessandra che vede protagonisti al momento Lorenzo, Fabio D.B, Giacomo, Alessio, Nadia. Alessandra, che è ospite stabile dell'appartamento, garantisce la sua presenza serale  e notturna per due volte  a settimana.

Dopo un periodo di copresenza notturna con un mediatore, per poter facilitare la nascita di una buona relazione tra i compagni di casa e fornire alcuni suggerimenti utili per entrambe le parti (ragazzi e Alessandra), siamo passati alla presenza del mediatore solo per le cene e questa settimana in un caso proviamo la cena senza la presenza del mediatore. Valuteremo la necessità o meno della presenza del mediatore in alcuni momenti a seconda dei casi e delle circostanze, del lavoro pedagogico che dovremo fare. Al momento abbiamo ricevuto pareri positivi sia da parte dei ragazzi che dei mediatori che di Alessandra stessa, tutti molto contenti e soddisfatti di come sta evolvendo l’esperienza.

L’altra giovane lavoratrice che sembrava interessata al progetto ha deciso di non partecipare. Ora la fondazione è stata contattata da una insegnante di spagnolo conosciuta da una famiglia, al fine di proporre la coabitazione ad una ragazza spagnola che a breve verrà a Milano per lavoro e che è alla ricerca di una stanza per alloggiare. Vi faremo sapere se il contatto andrà a buon fine. In tal caso potremmo arricchire l’esperienza di coabitazione e aumentare il numero di notti per i ragazzi coinvolti nel progetto.

 

Qui trovate un approfondimento circa le finalità del progetto di coabitazione che già avevate ricevuto.

 

Il progetto di coabitazione rappresenta per noi un progetto sperimentale molto importante che fa parte della spinta iniziale, se ricordate, che ha portato molti di voi anni fa ad andare in Spagna a conoscere l’esperienza di case condivise, ad invitare la Prof.ssa Nuria Illàn Romeu a Milano e agli stage del Tonale, a raggrupparvi in fondazione con il nome, appunto, di CondiVivere.

Fino ad oggi abbiamo sperimentato e lavorato nell’ambito della Scuola delle Autonomie, che si presenta come una sorta di Università dove si può imparare a vivere in modo più autonomo con il supporto dei mediatori formati al Metodo Emozione di Conoscere.

Ora vorremmo sperimentare una modalità di vivere che permette alle persone disabili che hanno raggiunto buoni livelli di autonomia, di beneficiare di una forma diversa di vita autonoma in cui la componente educativa formale e intenzionale è minore (non vi è un educatore) a favore dell’instaurarsi di relazioni informali (il coinquilino non ha compiti educativi) con persone che hanno in comune il bisogno di un alloggio e il desiderio di conoscere e condividere spazi, relazioni, persone, esperienze, in un arricchimento reciproco.

 

L’esperienza di coabitazione tra persone con disabilità e persone senza disabilità, vorremmo producesse:

  • reti sociali informali tra gli abitanti della casa.

  • una presenza del coinquilino, monitorata, non educativa ma formativa, in quanto si tratta di compagni di casa che, per un certo periodo, rappresentano persone da imitare, da cui copiare atteggiamenti, comportamenti.

  • Arricchimento reciproco in termini di valori, di aiuto, di sostegno

  • Apertura e coinvolgimento nelle reti relazionali esterne, tramite i coinquilini, favorendo una reale integrazione sociale. Si auspica che la positiva convivenza porti le persone disabili a poter sperimentare contesti di socialità (all’interno e all’esterno della casa) che generalmente sono meno accessibili a loro (la casa p